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Lo Scettico si prepara, studia il nemico, lo guarda sornione aggirandolo con cerchi concentrici ma sempre più stretti, abbassa le orecchie e sfodera denti apparentemente innocui e atteggiati ad un franco e genuino sorriso. Il nemico abbassa la guardia, si rilassa lentamente, respira in modo regolare e mostra la gola...
Lo Scettico capisce di essere sulla buona strada e senza preavviso scatena l'attacco...
SI POTREBBE TRASLOCARE QUEST'ESTATE!
Ormai la vittima è pancia all'aria e ha capito che l'unica via di salvezza è quella di far finta di essere già morta. Non si muove, non un verso, trattiene il respiro.
Lo Scettico conosce la sua vittima e non cade nel tranello, aspetta, spia ogni più piccolo segno di vita...
poi il colpo di grazia...
COSA NE PENSI?

Oggi è il mio compleanno ed è vero che quando si superano gli ANTA i compleanni sono meno gioiosi.
Non li attendi più con la stessa gioia, non ti svegli più la mattina con la stessa aspettativa di festa e di sorprese...
...ma se in più, ti svegli con la notizia che l'immagine stessa degli anni '80, la base musicale della tua gioventù, la colonna sonora dei tuoi finti concerti davanti allo specchio del bagno di casa, è scomparsa...
...allora la botta di vecchiaia si sente con maggiore forza!
Se poi Cucciolo ti racconta divertito che:" ieri, mamma, sono venuti in concessionaria( in questo momento Cucciolo è in stage presso la concessionaria Harley della città NdR) due tipi buffi, uno era grasso e vecchio sulla quarantina..."
...allora ridi per non scoppiare in lacrime e ti chiedi come ti descriverebbe un quindicenne e non ti rispondi per codardia.
Oggi è il mio compleanno ...senza colonna sonora!
Allora, per i più affezionati lettori un aggiornamento: il Tecnico è stato accettato a EHL a Losanna!
Ed io ho vinto una scommessina che avevo fatto con me stessa e così 1 euro è passato dalla tasca destra a quella sinistra...Il tecnico, come da me medesima previsto, ha deciso di lasciare le sponde inglesi per accomodarsi nel cuore delle Alpi tra mucche e cioccolata.
In questo momento è in Germania per un raduno finale tra coinquilini.
Lo Scettico è a Istanbul e grazie a Skype ho avuto diritto ad un tramonto sul Bosforo.
Cucciolo, Peloso ed io viviamo in stretta simbiosi ma incominciamo a dare segni della famosa sindrome della cella stretta e litighiamo come due vecchi carcerati sulle cose di casa.
Peloso ha vinto il premio di cane più bello e più buono dato dal veterinario ad ogni visita annuale, dopo il cospicuo assegnino annuale per i sempre più cari vaccini annuali.
Sarò una vedova bianca anche questa domenica e vorrei tanto saper guidare la moto e andarmene da sola a fare un giretto.
PS.
non vi venisse in mente di cercare su Wikipedia la sindrome della cella stretta perchè me la sono inventata!
Avete mai pensato a quanto sono importanti le voci? Quante sensazioni può provocare il suono di una voce?
Quante sfumature, quanti brividi può dare soprattutto se non è abbinata ad una immagine.
Te ne stai lì ad occhi chiusi e cerchi di cogliere ogni piccola variazione di tono, un sorriso accennato, una sospensione rivelatrice.
Belle le voci. Vere le voci, soprattutto quando sono a briglia sciolta e trasmettono emozioni.
In genere preferisco le voci maschili perchè sono calde, d'altronde all'opera impazzisco per i baritoni.
Le voci non invecchiano o comunque lo fanno più lentamente e meglio dei visi e dei corpi.
Io amo ascoltare, devo averlo già detto, credo di essere una buona ascoltatrice e mi lascio trasportare senza opporre resistenza da voci che amo, mi lascio sedurre, condurre, attirare.
La Sezione Italiana avrà l'onore di accogliere il prof. Alessandro Pace, ordinario di Diritto costituzionale all'Università di Roma "La Sapienza" e presidente dell'Associazione Italiana dei Costituzionalisti.
Che piacere sedersi in Anfiteatro e per un'ora e mezza ascoltare qualcuno che in modo amabile, spiritoso, colto ti parla della TUA Costituzione, del TUO Paese, delle TUE leggi...e meditare su quanto pare semplice esercitare i propri doveri e far valere i propri diritti...
Che soddisfazione spiare il viso di Cucciolo, seduto in prima fila(!), e trovarlo attento e concentrato per cogliere sfumature difficili per un adolescente da quattordici anni in esilio.
E poi, che gioia, ritrovarsi noi due, soli, a mangiare qualcosa parlando di Costituzione, Statuto Albertino, ruolo delle Camere, Repubblica, Assemblea costituente...
Che bella serata!
Volevo dirvelo.
Sono figlia e nipote di donne forti, vere.
Donne che hanno lavorato, tanto. Combattuto, a volte. Vissuto, intensamente e con tanta dignità.
Sono madre di maschi, spero di diventare nonna di femmine.
Vorrei che mia nipote portasse dentro di sè il ricordo di una nonna, vecchia nel corpo e bambina nell'animo.
Vorrei che mia nipote diventasse una donna vera, bella e completa, senza paura di essere femmina ma senza il bisogno di barattare pezzi del suo corpo in cambio di sicurezza.
www.ilcorpodelledonne.it/documentario
Guardate il documentario.
Questa notte ho sognato che il Papa era una signora di mezza età, un po' cicciotta e bassa e che per rendersi utile dava una mano in un mercato vestita da servizio di sicurezza, con una specie di tuta grigia e arancione.
Ma era il Papa e tutti lo sapevano.
Io non sapevo se baciargli l'anello, ma non ho voluto disturbarla, stava lavorando!
Tutto era normale e piacevole.
Che il Papa fosse donna, dico, e che lavorasse al mercato.
Perchè no?
Il Tecnico ha fatto scalo qui per una notte. Questa mattina è ripartito per Losanna, destinazione EHL, università svizzera in mezzo alle mucche...lo attendono colloqui, test, giochi di ruolo...è partito in completo grigio, sbarbato, pettinato...perfino le scarpe lucidate!
Se piacerà agli svizzeri dovrà sciegliere e sarà una scelta tra due mondi completamente differenti, sarà ad un vero e proprio bivio della sua vita, difficile crescere...
MERDRA!
Così si conclude Ubu Re, l'opera teatrale interpretata, in maniera gassmaniana(si dice?!) , da Bugrelao al secolo Il Cucciolo...
Occhi fortemente segnati dalla matita nera, come si conviene ad un attore serio di teatro.
Costume impeccabile, corredato di mantello che avvolge e sottolinea con eleganza le scene drammatiche oppure svolazza allegro nei momenti trionfali.
Spada, fatta in casa, ma che la magia del teatro trasforma in luccicante acciaio, pronta a sostenere una giusta vendetta.
Direi che come primo ruolo importante non ci mancava niente!
VIVA Bugrelao!!
Parlavo di un faro nel post precedente...
Ma mi sarebbe piaciuto essere un gabbiano e continuo a pensare al libro, letto da ragazza, che racconta i pensieri del gabbiano Jonathan, pensieri di libertà assoluta, di voglia di volare, di sentirsi leggeri e soli con il vento...
Quel libro mi è stato regalato, in un'altra era, da una persona speciale, speciale ai miei occhi di ragazzina, certo, ma effettivamente speciale nel suo modo di concepire la vita...un essere libero...la persona più libera che io abbia mai conosciuto nella mia vita.
Senza cenni di ansia o di ricerca negli occhi, come capita sovente di trovare, invece, negli occhi di chi si proclama alternativo ma in realtà è solo insoddisfatto e guarda dove posarsi per sentirsi meglio...
Nei suoi occhi, io sentivo la pace più profonda e vera e la capacità di accettare ogni sfumatura delle persone e della vita senza la voglia o la necessità di giudicare, con una accettazione direi...gioiosa.
E la capacità incredibile di accogliere gli altri con un sorriso a cui non potevi sfuggire.
Lui mi regalò quel libro, senza commenti e senza perchè e io, nella mia testa di ragazzina perdutamente innamorata, non compresi, anzi, ne rimasi leggermente delusa, perchè avrei voluto che fosse più chiarificante come gesto, un messaggio amoroso, delle poesie d'amore, ecco...invece mi regalava un libro che parlava di libertà, di voglia di volare via, di ali vere e mentali...
Mi ricordo che tenni il libro dei mesi sul mio comodino, leggendolo poco alla volta, per non finirlo subito...un libro che, da lettrice bulimica quale ero, avrei potuto leggere in due ore, durò mesi, centellinato e letto a voce alta per assaporare il suono delle parole...
Ma senza capire, senza capire che il gabbiano era lui e che lui aveva già visto in me un piccolo faro e un faro non puoi portarlo con te...soprattutto se sei un gabbiano...e così mentre io leggevo e sognavo, lui volava via...
Adesso vola sopra il Cile, lo so, e sorvola la Ande e vola e plana e spero che sorrida ancora come allora e mi piacerebbe fargli sapere che adesso ho capito il suo regalo...e vorrei che sapesse che sono diventata il faro che lui aveva visto quando io pensavo di essere un gabbiano...
Parigi, alle sette di mattina di una domenica anonima, è bellissima e attraversarla in macchina nel silenzio del "mi sono appena svegliato non rompete" è ancora più bello...
i grandi viali si trasformano in stradoni a scorrimento veloce, incroci solo qualche desolato ciclista con aria semi congelata ma ecologica, i barboni dormono e i mucchi di coperte risaltano nella stranissima sensazione di abbandono dei marciapiedi deserti...
i turisti giapponesi, stranamente, dormono ancora, immaginati gli italiani...
ma le stazioni sono sempre sveglie, magari hanno l'aria stropicciata e cisposa ma sveglie...
e il corridoio dell'imbarco dell'Eurostar è lungo e si dà un po' d'arie come se tu dovessi prendere l'aereo e non il treno...
e il Tecnico a quell'ora è assonnato, con la barba che pizzica, ha troppi bagagli, è spettinato e con il sax in spalla sembra abbia appena smontato da qualche locale dove il jazz ha fatto tardi...
una parte di me parte per Londra, vado!
Poi, attraverso Saint Denis, ma sono già le otto e i negozi di frutta e verdura e le macellerie arabe incominciano ad aprire, donne non ce ne sono e attraverso tutta Saint Denis senza vederne una...
anche gli aereoporti non sono mai addormentati ma qui ci sono donne, bambini, anziani, turisti, bagagli, polizia, taxi...e rimpiango i boulevards di due ore prima...
questa volta parto per Cincinnati e lo Scettico ha l'aria stanca e rassegnata davanti alle nove ore di volo che lo aspettano e ha pochi bagagli e l'aria di qualcuno che ha sepolto il sogno americano tanto e tanto tempo fa...
rifaccio la strada al contrario ed è silenzio fuori e dentro la macchina, alzo il volume ma il silenzio aumenta, ho sonno, sono stanca e anche se non ho bagagli ho il cuore pesante, rimpiango un mondo più piccolo e limitato, un mondo fatto a distanza antica...
parcheggio e sorrido, sono solo all'inizio...dove accompagnerò il Cucciolo, quale altra destinazione ci sarà quando ne accompagnerò tre?
L'importante è essere come un faro, fermo in mezzo alle intemperie, luminoso nelle notti buie, immutabile e certo, punto fisso di viaggi perigliosi, sollievo del cuore nella tempesta, immobile e forte, accogliente e...
ci vuole un caffè...quando arrivo al faro sono in carenza di caffeina!!
Bene! È fatta!
Ho consegnato le chiavi della mia macchina nelle mani del Tecnico che è partito trionfante con foglietto- uso- patente nel portafoglio...neo patentato, con fratello fierissimo al fianco.
Destinazione ignota ma, fortunatamente, con meno di mezzo serbatoio, molto meno...
Ho salutato mestamente la mia ex macchina e le ho fatto le solite raccomandazioni di rito...
Ubbidiente è partita, anche se mi sono accorta che continuava a guardare verso casa!
Lo so...sono in ritardissimo...sarà la botta in testa...ho la giustificazione...
AUGURISSIMI a tutti voi!
BUONA PASQUA!
Oggi ho cercato di vedere chi era piu resistente...la mia testa o una stanga di entrata di un parcheggio?
Ho vinto io!!
Non avevo dubbi...
Ma i pompieri di Rouen erano scettici...avrebbero scommesso sulla sbarra...
Tradisco, ebbene sì, tradisco!
Questa è una vera e propria confessione, fatta in diretta a tutta la community...
Sono spesso, spessissimo su Feisbuck...e latito qui!!
Di là ( su Feisbuk!), sono capace di mettere i video...qui, dopo due anni, ancora no!
Di là, seguo in tempo reale i pensieri di amici, conoscenti, amici di amici e conoscenti di chi sa chi!
Di là, vedo le foto di un sacco di gente, sento in diretta le emozioni, assisto alla nascita dei gruppi più fantasiosi e assurdi!
Di là ci sono un sacco di colori e facce conosciute...e sconosciute...sono in tanti di là, davvero!
Di là, si fanno test demenziali per cercare di capire se stessi e per meravigliare gli altri!
Di là ci sono quelli riservati e quelli iperattivi, al limite del insopportabile! (Non farò nomi nemmeno sotto tortura!)
Qui...quasi a contrappunto, è uno spazio silenzioso, tutto mio e poco frequentato, c'è aria di casa, vero, ma, in questi giorni, colpa della primavera...ho voglia di risentirmi giovane, fare rumore, ascoltare musica, andare in giro, sentirmi leggera e ridere...
Quindi...vado di là!
Ma poi torno, torno...

Stupenda mostra alla Pinacoteca di Parigi dedicata a Utrillo e a sua madre Suzanne Valadon.
Suzanne non è Suzanne quando bimba di strada gira per i quartieri poveri della Butte ma Marie-Clementine figlia illegittima di una donna restata precocemente vedova.
Marie è bella, disinibita, trasgressiva, determinata a non restare una povera donna come la madre.
Marie sa sedurre gli uomini, gli uomini la seducono, la disegnano, la sognano e lei diventa la modella di Renoir,di Bartholomé...incomincia a disegnare, disegna la madre e si firma Suzanne Valadon, è un nome che le piace, le suona bene...perchè no!
A diciotto anni aspetta Maurice, il figlio non voluto e, come lei, il figlio di nessuno.
Diventa la modella di Puvis de Chavannes, ne diventa l'amante...ma una sera in un cabaret incontra Miguel Utrillo y Molins studente di agronomia e pittore per diletto e la passione li unisce...vivono una vera vita bohème, litigano, pitturano...lui è catalano, geloso, vuole Marie tutta per se ma lei è Suzanne, è ormai un'artista...di lui resta un nome per il figlio...che diventerà Maurice Utrillo.
Poi arriva Degas e la spinge a dipingere, la accoglie nella cerchia dei "pittori" ,le dona una specie di benedizione...e lei dipinge il piccolo e gracile Maurice, nudo, triste, solo.
Sua madre adesso posa per Toulouse-Lautrec e i ragazzi del quartiere si prendono gioco di lui, dei suoi tic, di sua madre modella-amante. Maurice beve, beve sempre più ed è violento, si scaglia sulla madre con un coltello. Lo internano.
Quando esce, Suzanne lo porta con lei in Rue Cortot dove lei dipinge e gli insegna le basi della pittura, per distrarlo, per calmarlo, per tenerlo lontano dall'alcol...ma Maurice beve, beve il profumo di Madame Gay, l'ostessa che gli versa il vino, arriva a bere l'alcol della lampada con cui si fa luce. Regala le sue tele per una bottiglia di vino.
Quello che ama è disegnare case, case, strade, chiese, muri...con precisione, senza tralasciare dettagli...pitturare è come costruire...e lui vuole essere un muratore, costruire.
Adesso Suzanne vive con André Utter, idraulico, elettricista e pittore per passione. Utter ha l'età di Maurice ma che importa, lei non ascolta le malignità della gente, lui è giovane, bello, biondo e appassionato.
Lei lo dipinge nudo nei sui " Lanciatori di reti" ,di fronte, di lato, di schiena. Una tela di tre metri dove André è un dio greco...e Maurice? Cosa pensa di questo amore chiaccherato con un suo amico di gioventù diventato suo patrigno?
Maurice beve, beve l'etere quando tutti gli negano un bicchiere di vino e dipinge, dipinge le sue strade popolate di fantasmi senza volto...
Ecco, Maurice non dipinge mai un volto, le sue strade sono per lo più deserte o attraversate da figurine minuscole, irriconoscibili.
A Montmartre tutti lo chiamano Mau-Mau, è una figura scheletrica che ricorda uno spaventapasseri, è una delle sue figurine anonime che attraversano il quartiere nelle sue tele, che vagano senza meta e senza compagnia...
Ma Utrillo dipinge anche il cielo, dei cieli da incantare, da temere come prima di un temporale, cieli rarefatti o carichi di tensione, cieli che ti tolgono il respiro...
Premesso che amo gli animali, premessa forse inutile per chi mi conosce.
Premesso che tra tutti gli animali amo più i cani, con cui e tra cui sono cresciuta...non ricordo infatti nessun momento della mia vita senza la compagnia di un cane...cani addestrati per la polizia, cani da caccia, cani da compagnia, cani paurosi e cani aggressivi, cani dolcissimi e cani prepotenti...
I cani hanno regalato momenti indimenticabili alla mia vita, mi hanno fatto compagnia e sostituito fratellini mai arrivati, mi hanno protetto, accompagnata, inseguita...
I cani hanno educato i miei figli al rispetto delle regole, alla fedeltà, alla lealtà...
Hanno sorvegliato le mie notti insonni e mi hanno rassicurato nei sonni profondi...
Detto tutto questo non mi scolvolge il fatto che vengano abbattuti cani che ormai sono fuori da qualunque regola e che mettono in pericolo la vita di esseri umani...
Su quello che si potrebbe fare a chi non ha fatto il suo dovere in tanti anni di negligenza...lascio libero spazio alla vostra fantasia...
Ci svegliamo e facciamo colazione con lo Scettico in Germania...
Bevo il caffè pomeridiano chiaccherando con la mia mamma e mandando baci alle sue sorelle e amiche che si materializzano, a turno, dietro di lei...
Scambio foto con i suoceri diventati tecnologici...
Programmo il sabato sera con l'amica di sempre...
Faccio romanzine alla zia\sorella su gatti e camper...
Chiacchero a ruota libera con il Tecnico, spio la sua stanza, finchè lui sposta la telecamera tra teatrali sospiri...
Ceniamo spesso con lo Scettico, che è ancora in Germania...
Quando chiudo il PC sprofondo in un medioevo silenzioso...

Non sono riuscita a spegnere la luce e a chiudere il libro finchè non sono arrivata all'indice e forse erano le due, le tre ( l'ora degli insonni la chiamano!) di mattina, certo.
Non più lì, nella penombra, ma seduta su una terrazza di un rifugio, con vista sulle mie montagne, ad ascoltare un amico che mi raccontava, a modo suo, le notizie dell'anno passato.
Ed io, che essendo lontana, e non avendo potuto sfogliare i quotidiani locali, se non molto saltuariamente, rivivevo, attraverso le sue parole, un anno di vita trentina, scorrevo le notizie, filtrate dalla sua sensibilità.
Alcune notizie mi erano famigliari, altre risultavano nuove...ma proprio come si fa con un amico che non vedi da tempo e che ti porta notizie di fatti, di amici...alle volte ti meravigli: " Ma dai! Ma no! "
Tutto d'un fiato, così l'ho voluto leggere il libro di Guido Leonelli, senza pause, in immersione totale.
Questo blog prese vita il 2 marzo 2007 inaugurato proprio da una poesia di Guido Leonelli che io avevo trovato per caso girovagando, navigando...questa poesia mi aveva colpito per la sua strana atmosfera creata da un mix unico di nostalgia e di forza.
La stessa sensazione che posso provare di fronte ad un paesaggio alpino: malinconia potente...mi piace definirla così.
Questa poesia mi rappresentava in un certo senso e l'avevo voluta quale stendardo, pannello segnaletico per la mia nuova strada.
Da allora il filo che mi unisce alla poesia in dialetto trentino si è snodato, annodato, aggrovigliato e mi ha seguito in questi ultimi due anni come un virtuale cordone ombelicale che mi unisce alla mia terra.
Il dialetto mi tiene stretta, evita che mi allontani troppo dalle mie origini, colora i miei ricordi, restituisce un suono al mio passato più lontano ma al contempo più dolce.
Guido, che io, purtroppo, non ho mai incontrato di persona, in una distanza di tempo e di spazi, tiene saldo il mio filo personale con la memoria, con la mia terra.
Per tutto ciò lo ringrazio...
Questa ultima opera di Guido prende spunto proprio dalle notizie dei giornali e sperando che sia un regalo anche per voi vi faccio assaporare qualche verso dedicato dall'autore a Bruno Detassis morto il 9 maggio 2008:
Rè' ntél so règno
...
I lo piànze zime, sintéri, sénge, zoveni e vèci, fiòi e fradèi.
Adès pénseghe ti, Signore de le zime che mi son bon demò
de méter zò dò pore rime. Làsselo nar per le to montagne
le pu bèle, le pu spizze e, al vècio rè de le lezènda,
àsieghe 'n tròno grant per polsar almén na sgénda.
Na migola di poesia per farvi venire la voglia di leggervi il resto, cari lettori trentini...io ce l'ho e adesso me lo rileggo pian piano...
guidoleonelli.altervista.org
PS
Guido, mi scuso moltissimo per gli accenti di cui ho capito l'importanza, ma tu sai i miei problemi di tastiera gallica...
Il Tecnico, il Cucciolo, poco, ma ogni tanto c'è, lo Scettico, Pelosone, i miei post rigurgitano di personaggi che si impongono, si allargano, si appropriano di tutto lo spazio, fagocitano altri argomenti e rileggendomi(ebbene sì, io mi rileggo!) non mi ritrovo più.
Mi spiego, altrimenti divento pirandelliana, i miei personaggi mi coinvolgono talmente tanto che non ritrovo più spazi dedicati all'IO narrante, non ci sono più angoli intimi dove mi racconto, dove mi svelo in parte, dove penso.
Più di due anni fa avevo aperto un blog in terra straniera, uno Splinder francese, frequentato da adolescenti scatenati e rockettari, inutile sottolineare il fatto che l'audience era ancora più bassa che qui, e che, se si escludevano due affezionati lettori, i miei post restavano monologhi a mio uso esclusivo. Una specie di diario terapeutico, in un certo senso!
Ma, paradossalmente, il fatto di essere sola mi permetteva di pensare ad alta voce, cosa che faccio regolarmente in casa, e di lasciar scorrere e fluire i miei pensieri in quasi totale libertà.
Ultimamente,qui, mi auto blocco imponendomi argomenti leggeri, di quotidianità banale e regolare...
C'è quasi un pudore fastidioso nell'affrontare temi più sostanziosi, stati d'animo non ortodossi, sogni surreali...una censura autoimposta, un filtro di buona condotta.
Normale!(?)
Sicuramente saggio ed equilibrato come atteggiamento ma che mi lascia non completamente soddisfatta di questo mio spazio, di questo "chez moi", sempre meno mio e sempre più vetrina di eventi familiari.
Devo rifletterci...